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08/04/2026 18:36
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte e senza promuovere o incoraggiare comportamenti illegali o pericolosi.

Nuova accusa per Marco Ferdico, ex capo ultrà della Curva Nord dell’Inter, ma stavolta arriva lontano dal capoluogo meneghino. Secondo la Direzione distrettuale antimafia calabrese, Ferdico sarebbe il "terminale del narcotraffico”, tradotto ‘il pusher di riferimento’ “a Milano e in Brianza per conto del locale di 'ndrangheta di Ariola". Per questo, il gip di Catanzaro ha notificato all’ex capo ultrà dell’Inter un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, con le accuse di associazione di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
Si tratta di una goccia all’interno di una maxi operazione che ha riguardato in tutto 54 persone su gran parte del territorio nazionale, coinvolte nelle attività della consorteria di ‘ndrangheta nota come "Locale dell'Ariola” e, in particolare, della ‘ndrina facente capo alle famiglie Emanuele e Idà di Gerocarne, nel Vibonese, attive nei Comuni del comprensorio delle Serre vibonesi.
Ferdico chiamato “il calciatore” dagli indagati, avrebbe smerciato cocaina e hashish, effettuando continui investimenti. Scorrendo i capi d’imputazione, l’ex capo ultrà dell’Inter risulterebbe coinvolto nella detenzione di 8 chili di fumo e 40 di marijuana. Un quadro che complica la posizione di Ferdico, già condannato in abbreviato per l'inchiesta "Doppia Curva" e a processo a Milano per l'omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà nerazzurro ucciso nel 2022.