Videonews


12/01/2026 18:25
Doveva essere il giorno delle risposte e invece si è trasformato in quello del rinvio. Nel processo per l’incendio dell’emporio cinese scoppiato il 12 settembre 2024 in Via Cantoni - che ha provocato la morte di tre giovani nel sonno - l’udienza si chiude senza passi avanti. A colpire, ancora una volta, è il comportamento dell’imputato indicato come l’esecutore materiale: Washi Laroo cambia di nuovo avvocato e resta in silenzio. Laroo, 26 anni, arrivato in Italia dall’Olanda poche settimane prima del rogo, aveva manifestato fin dall’inizio l’intenzione di rendere dichiarazioni spontanee. Anche questa volta, però, ha deciso di non parlare. In aula va in scena soltanto un controesame tecnico del nuovo difensore.


Gli interrogatori dei carabinieri che hanno condotto le indagini e degli altri testimoni slittano: il perito ha chiesto più tempo per completare le trascrizioni delle intercettazioni. Tutto rinviato al 16 febbraio.
Restano sullo sfondo accuse gravissime. Laroo è imputato insieme a Yijie Yao e Bing Zhou, ritenuti i mandanti di un rogo appiccato – secondo l’accusa – per una ritorsione legata a un debito da quarantamila euro. Omicidio volontario plurimo, incendio e tentata estorsione. I tre ragazzi morti - 24, 17 e 18 anni - dormivano nello showroom. Un capannone con una sola via di uscita, diventato una trappola.