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24/06/2026 13:31
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico
L'emergenza casa torna al centro del confronto politico. La Camera ha dato il primo via libera al Piano casa del Governo, un provvedimento che punta ad aumentare l'offerta di alloggi e ad affrontare una crisi abitativa che nelle grandi città, Milano compresa, coinvolge sempre più famiglie, giovani e lavoratori.
Il decreto prevede quasi un miliardo di euro di risorse fino al 2030, un fondo di garanzia contro la morosità incolpevole, nuovi finanziamenti per gli alloggi universitari e misure per recuperare e valorizzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
Per la maggioranza si tratta di una risposta concreta a un problema che si trascina da anni. L'obiettivo, spiegano, è sbloccare interventi, accelerare il recupero degli immobili pubblici e aumentare il numero di abitazioni disponibili, soprattutto nelle aree dove la domanda è più alta.
Il confronto arriva anche in Lombardia. Al Pirellone la maggioranza ha respinto una mozione che chiedeva alla Regione di intervenire durante l'iter parlamentare del provvedimento. Una scelta che conferma il sostegno all'impianto del Piano casa e alla regia nazionale degli interventi prevista dal decreto.
Di segno opposto le opposizioni, con il Partito Democratico in prima linea. Secondo il centrosinistra il provvedimento riduce il ruolo decisionale di Regioni e Comuni proprio sulle politiche abitative, una materia che riguarda direttamente i territori. Le opposizioni chiedono più risorse per recuperare gli alloggi sfitti, sostenere le famiglie in difficoltà e ampliare l'offerta di case pubbliche, giudicando il Piano insufficiente rispetto alla portata dell'emergenza abitativa.
Uno scontro destinato a proseguire anche nei prossimi passaggi parlamentari, mentre il testo si prepara ora ad approdare al Senato