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08/04/2026 17:00
La notizia non coglie certo di sorpresa, perché si era arrivati a un punto in cui non parevano esserci alternative, ma l’ufficialità ha sempre quel potere di risvegliare chi forse si cullava nella speranza che qualcosa potesse succedere, portandolo alla cruda realtà dei fatti: il gruppo veneto Collis ha abbandonato l’idea di acquisire la cantina Terre d’Oltrepò. In un comunicato si parla di “sospensione del progetto di rilancio”. La parola “sospensione” fa capire che l’abbandono potrebbe non essere definitivo, ma il dettagliato prospetto che viene riportato subito dopo porta a comprendere come non ci siano assolutamente le condizioni per realizzare quando era stato immaginato. Collis, uno dei più importanti gruppi vitivinicoli veneti, in grado di controllare l’intera filiera dalla terra alla bottiglia, aveva proposto di acquisire Terre d’Oltrepò, in profonda crisi finanziaria, a patto che i viticoltori storicamente fornitori della principale cantina oltrepadana garantissero il conferimento di uve alla nuova realtà. Tutto era stato spiegato chiaramente il 24 febbraio scorso all’incontro in cui erano stati invitati rappresentanti di oltre 200 aziende agricole del territorio. Su quanta uva Collis avesse chiesto in garanzia per far partire il progetto non c’erano mai state cifre ufficiali: chi diceva 150.000 quintali, chi 250.000, anche se in realtà dipendeva dalle tipologie. Fatto sta che, al termine del periodo stabilito (che era stato pure prorogato), le adesioni degli agricoltori locali al progetto veneto non avrebbero coperto nemmeno un terzo o un quarto delle ipotesi circolate. Il territorio, insomma, non si è fidato. Per tutta risposta “il gruppo veneto – per citare testualmente il comunicato – si vede costretto, con senso di responsabilità, a sospendere l’avvio del progetto”. Un progetto che, con così poca uva garantita, non sarebbe stato economicamente sostenibile. Viene quindi da chiedersi quali siano le strategie dei tanti, tantissimi, che non hanno aderito all’offerta di Collis. Al momento sul tavolo per l’acquisizione di Terre d’Oltrepò resta una sola offerta, quella di Losito e Guarini, che però non è stata mai considerata dal commissario liquidatore. Occorrerà capire se il ritiro di Collis non lasci campo libero per altre opzioni che possano garantire un salvataggio dell’azienda.