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24/08/2026 18:39
Frequenze uguali ma corse minori, 285 in meno rispetto al 2025. È la fotografia dell’andamento del servizio dei mezzi di superficie scattata nella Carta della Mobilità ATM 2026. Un’istantanea sviluppata e pubblicata, come ogni anno, dal gruppo “AspettaMI, Milanesi in attesa dei bus” sul proprio profilo Facebook. Si tratta dell’insieme di comitati nato per denunciare i disservizi, i ritardi e le cancellazioni dei mezzi ATM e che comprende sigle come “La 73 non si tocca”, “Comitato Bamsetto” e “Gruppo Milano MPL”.
Il primo aspetto sollevato dal gruppo è la tardività con cui l’azienda di Milano ha pubblicato il documento, generalmente diffuso tra maggio e luglio. Una volta letti i dati, “AspettaMI” li ha trovati sostanzialmente identici rispetto a quelli contenuti nella Carta della Mobilità 2025. Ciò significa, quindi, nessun miglioramento, ma un trend puntualmente costante. Quindi, per esempio, nella fascia oraria invernale, negli orari di punta, si aspetta ancora lo stesso autobus dai 7 ai 20 minuti. A livello di corse, se nel 2025 sono state 21.524 al giorno, quest’anno si sono fermate a quota 21.239, quindi se ne sono perse 285.
Il trend costante, sottolinea “AspettaMI” è allarmante perché gli anni scorsi si era registrato un netto peggioramento del servizio. Leggendo le Carte della Mobilità ATM del 2024 e 2025 si poteva constatare un progressivo allungamento delle frequenze di passaggio dei mezzi di superficie a fronte di sempre meno corse su base quotidiana. L’anno scorso, rispetto a quello precedente, se n’erano perse addirittura 1571 al giorno. Nel 2026, l’orario estivo inoltre si estende fino alla prima settimana di settembre, così come nel 2025, mentre nel 2024 si fermava a fine agosto.
Il gruppo “AspettaMI” ha spiegato che ATM ha giustificato la diminuzione delle corse, da cui discendono tempi d’attesa maggiori per i cittadini, con l’apertura della M4. Tuttavia, i comitati ricordano che le linee sotterranee non riusciranno mai a sostituire il servizio di quelle di superficie, le uniche in grado di connettere in modo capillare tutti i quartieri e i loro abitanti, soprattutto anziani e fragili.