Videonews


24/06/2026 19:09
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Un’ondata di caldo record, persistente, si è abbattuta negli ultimi giorni su Milano e tutta la Lombardia, creando malfunzionamenti ma soprattutto affanno tra i cittadini. Come ha reso noto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, nell’ultima settimana si è registrato un incremento del 10,3% degli interventi di soccorso gestiti da Areu, in particolare per eventi cardiovascolari. Le aree maggiormente interessate sono quelle delle province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova.
Ecco perché la Lombardia ha attivato un piano speciale per proteggere dal persistente clima torrido soprattutto i cittadini più esposti, gli anziani, i fragili, chi vive solo e chi lavora sotto il Sole. Due sono in particolare le procedure attivate, il ‘Piano Caldo’ e il ‘Codice Calore’. Il primo stabilisce percorsi di sorveglianza, presa in carico e risposta sanitaria durante i periodi di rischio, spostando prevalentemente l’assistenza al domicilio degli interessati. Il secondo, invece, dà la priorità al trattamento di chi sta male per le temperature elevate. E poi, resta salda l’ordinanza di Regione Lombardia che vieta l’attività lavorativa all’aperto tra le 12.30 e le 16 nelle aree edili, cave, aziende agricole nei giorni più caldi.
A Milano le temperature hanno raggiunto picchi di 36-38°, tanto che nella serata di lunedì i lavori del Consiglio Comunale hanno dovuto interrompersi. L’utilizzo massiccio dei condizionatori ha generato infatti diversi cali di tensione. Il sindaco Giuseppe Sala, però, non si è tanto detto preoccupato da questo, quanto, più in generale, dalla ormai scarsa considerazione che, a detta sua, viene data alla questione ambientale dalla politica.
Nei comuni limitrofi, come Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese, si sono verificati blackout persistenti. E la paura intanto dilaga.