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08/04/2026 17:02
Se per curarti devi scegliere tra aspettare mesi o pagare subito, allora il problema è sotto gli occhi di tutti. È la denuncia che arriva davanti a Palazzo Pirelli, con cartelli e slogan in un flash mob di pochi minuti organizzato mercoledì 8 aprile, da Medicina Democratica insieme ai partiti di opposizione in Consiglio regionale.
Il cuore della protesta è tutto qui: un sistema che, secondo i promotori, sta spostando sempre più il peso verso il privato. Liste d’attesa lunghe, tempi incompatibili con i bisogni dei pazienti e una conseguenza sempre più concreta: chi può paga, chi non può aspetta – o rinuncia.
Da una parte le strutture pubbliche sotto pressione, con carenza di personale e servizi territoriali da rafforzare. Dall’altra un ricorso crescente al privato convenzionato e alla cosiddetta intramoenia, che – denunciano – rischia di trasformare il diritto alla salute in una questione di possibilità economiche.
Le richieste sono nette: più investimenti nel pubblico, stop alle esternalizzazioni, controllo sulle convenzioni e un riequilibrio del sistema. In cima alla lista anche un piano straordinario per abbattere le liste d’attesa e rendere davvero operativo il Centro unico di prenotazione.
Un’azione rapida, ma con un messaggio politico chiaro. E soprattutto un appuntamento già fissato: sabato 11 aprile, di nuovo sotto la Regione, per una manifestazione più ampia che punta a riportare la sanità pubblica al centro.