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12/01/2026 16:37
Coltelli che spuntano dalle tasche, gruppi di ragazzi sempre più giovani e più aggressivi, una città sotto pressione. È questo lo scenario da cui prende forma il piano “anti maranza” allo studio del governo, una stretta contro la violenza giovanile che a Milano è diventata un tema quotidiano.

Nel capoluogo lombardo il problema è sotto gli occhi di tutti. Risse, aggressioni e rapine che si concentrano soprattutto la sera, tra stazioni, fermate della metro, grandi vie dello shopping e zone della movida. Episodi che alimentano la percezione di insicurezza e la richiesta di più presenza sul territorio.

L’obiettivo è chiaro: fermare chi gira armato. Coltelli e oggetti atti a offendere nel mirino, con controlli più serrati e sanzioni immediate. Se a essere fermato è un minorenne, la responsabilità potrebbe ricadere anche sui genitori, chiamati a rispondere della mancata vigilanza.

Il piano al vaglio del governo rafforza il decreto Caivano e prevede aggravanti per chi agisce in gruppo, a volto coperto o in luoghi sensibili come scuole, trasporti pubblici e centri commerciali. Tra le ipotesi anche sanzioni accessorie, dal ritiro della patente al divieto di conseguirla.

Una linea sostenuta dalla premier Giorgia Meloni, che a Milano divide. C’è chi invoca una risposta dura e immediata e chi chiede di affiancare alla repressione prevenzione e interventi educativi.Intanto, nelle strade della città, il tema resta aperto: sicurezza e convivenza tornano al centro del dibattito milanese.