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04/06/2026 15:47
E' stata confermata anche in Apello la condanna a 4 anni e mezzo di carcere per Antonio Scoppetta, l’ex carabiniere forestale che lavorava in Procura a Pavia, accusato di corruzione, induzione indebita e stalking nell'ambito dell'inchiesta Clean 2. Scoppetta, nel novembre del 2024, era anche finito in carcere, dove aveva trascorso 9 mesi: ora si trova agli arresti domiciliari.

Per la procura del capoluogo, il 52enne - tra il 2015 e il 2019 - avrebbe fornito informazioni su procedimenti penali al collega ufficiale Maurizio Pappalardo, anche lui condannato in primo grado, in cambio di denaro e altri favori. Per quelle informazioni Scoppetta avrebbe ottenuto soggiorni pagati in albergo e farmaci senza ricetta sanitaria, oltre a visite diagnostiche e altri consulti specialistici. L'ex carabiniere forestale avrebbe però anche aiutato Pappalardo a "punire" la sua ex fidanzata quando lei aveva deciso di interrompere il rapporto - da qui l'accusa di stalking - e avrebbe acquistato una villa a San Genesio a un prezzo di favore in cambio di "protezioni" in caso di controlli nei cantieri dell'imprenditore edile Carlo Boiocchi, motivo per il quale gli era stato anche contestato il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Di fronte a quelle accuse, Scoppetta aveva scelto il processo con rito abbreviato, che consente uno sconto di pena. Dopo la condanna, però, i suoi legali avevano annunciato il ricorso in Appello: i giudici milanesi, come detto, hanno confermato la sentenza di primo grado. Ora all'ex carabiniere non rimane altra strada che la Cassazione, in attesa di capire come finirà il processo Clean 1, che lo vede alla sbarra con l'accusa di violazione del segreto d’ufficio, e l'inchiesta sul terzo filone Clean, nel quale risulta indagato assieme a Pappalardo per presunti casi di corruzione e ricatti in diversi cantieri edili.