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08/04/2026 16:57
A Milano i libri resistono… ma fanno sempre più fatica a trovare casa. E allora il Comune prova a invertire la rotta, mettendo sul tavolo dieci spazi pubblici per far nascere – o salvare – nuove librerie di quartiere.
La Giunta di Palazzo Marino ha approvato il bando “Sefémm”: locali al piano terra, tra i 30 e i 190 metri quadri, distribuiti in tutta la città. Gli indirizzi sono già individuati: via Scaldasole, via Palmanova, piazzale Dateo, viale Lombardia, corso XXII Marzo, via Sant’Abbondio, via Rimini, via Nikolajevka, via Satta e via Borsieri. Dal centro alle periferie, l’obiettivo è riportare i libri dentro i quartieri.
Un segnale in controtendenza, mentre avanzano i grandi gruppi editoriali e arretrano le insegne indipendenti. L’estate scorsa ha chiuso la storica Libreria dei ragazzi e delle ragazze, oggi la Les Mots è in difficoltà, e sullo sfondo resta la vicenda della Hoepli, simbolo di una crisi più ampia.
Il bando punta tutto sulla funzione sociale: il 70% del punteggio sarà legato alla proposta culturale eventi, collaborazioni con scuole, attività per il quartiere e solo il 30% all’offerta economica. Priorità alle micro-imprese, con la possibilità di affiancare piccoli servizi, come un punto ristoro, per rendere sostenibile l’attività.
L’idea è chiara: non solo negozi, ma presìdi culturali diffusi. Luoghi vivi, accessibili, capaci di costruire relazioni.
La domanda, però, resta aperta: in una città sempre più cara e veloce, c’è ancora spazio per le librerie indipendenti? Il Comune prova a dire di sì. Ora tocca ai librai – e ai lettori – dimostrare che Milano ha ancora voglia di sfogliare le sue storie.