Videonews


13/10/2026 17:58
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
La parola alle difese. Mercoledì mattina si consuma il penultimo atto (prima della sentenza attesa per l'11 novembre) del processo che vede imputati per corruzione l'ex sindaco di Vigevano Andrea Ceffa e l'ex consigliera comunale Roberta Giacometti per i quali la pm Chiara Giuiusa ha chiesto cinque anni lunedì nella sua arringa. Toccherà agli avvocati difensori spiegare le proprie ragioni. Le difese di Ceffa e Giacometti sono già intervenute, mentre mercoledì sarà la volta dei difensori degli altri imputati, cioè l'ex europarlamentare Angelo Ciocca e l'imprenditore Alberto Righini, per i quali i pm hanno chiesto quattro anni. Ceffa è accusato di aver corrotto Giacometti con una consulenza in Asm per rimanere nella maggioranza da lui guidata, messa a rischio dalle dimissioni contestuali di 12 consiglieri. A Ciocca e Righini è contestata l'istigazione alla corruzione perché avrebbero offerto 15 mila euro alla consigliera di minoranza Emma Stepan per far cadere proprio Ceffa, diventando la tredicesima consigliera a dimettersi per mandare a casa l'ex sindaco di Vigevano. Le difese del politico e dell'imprenditore parleranno oggi assieme a quelle degli ex dirigenti dell'Asm che avrebbero avuto un ruolo nella vicenda Alessandro Gabbi e Matteo Ciceri. Secondo l'accusa gli ex dirigenti di Asm avrebbero affidato su indicazione di Ceffa un consulenza a una prestanome di Giacometti, per convincerla a non abbandonare la maggioranza. Nell'arringa difensiva l'avvocato di Ceffa ha dichiarato che il pm non ha tenuto conto di quanto emerso nel processo, mentre gli avvocati di Giacometti hanno ribadito come lei sia comunque stata sempre fedele alla maggioranza, prima e dopo la consulenza.