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08/04/2026 17:38
Dietro i grandi numeri e l’immagine patinata del Salone del Mobile, si muove anche un equilibrio più fragile, legato alle tensioni internazionali e all’andamento dell’economia globale.
I segnali, per ora, restano positivi. La presidente del Salone, Maria Porro, parla di vendite dei biglietti in linea con gli ultimi anni e di un crescente interesse dagli Stati Uniti, che salgono tra i principali Paesi per partecipazione. Anche gli accrediti stampa sono in aumento, segno di un’attenzione internazionale che non si ferma.

Eppure le prime crepe si intravedono: alcune aziende hanno già rinunciato a partecipare a causa delle tensioni legate alla guerra in Iran. Un segnale piccolo nei numeri, ma significativo del clima di incertezza che attraversa i mercati.
Un contesto che impatta anche sull’export del settore arredo. Come sottolinea Claudio Feltrin, le esportazioni tengono, ma cambiano direzione: rallentano mercati storici come Francia e Stati Uniti, mentre crescono nuove aree come Africa, Emirati Arabi e Canada.

Il Salone, quindi, si conferma non solo vetrina del design, ma anche cartina di tornasole dell’economia globale: capace di resistere alle crisi, ma inevitabilmente esposto ai cambiamenti di uno scenario internazionale sempre più complesso.