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04/06/2026 18:30
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.

Per mesi ha immaginato questo momento. Poi, quando Gianluca Soncin è entrato nell'aula della Corte d'Assise di Milano, tutto si è condensato in una sola parola. "Bastardo". L'ha urlata Una Smirnova, la madre di Pamela Genini, prima di scoppiare in lacrime e lasciare la stanza perché si sentiva poco bene.
È stato il momento più forte della prima udienza. Quello che ha mostrato, più di qualsiasi atto processuale, il peso che questa vicenda continua ad avere su una famiglia che da quasi otto mesi convive con un'assenza incolmabile.

Per la prima volta, la mamma della ventinovenne si è ritrovata faccia a faccia con l'uomo accusato di aver uccidere sua figlia. In aula c'erano anche il padre, il fratello, la sorella e le persone che in questi mesi hanno condiviso il loro percorso. Tutti stretti attorno alla stessa richiesta: ottenere giustizia.

La Corte ha respinto l’istanza di effettuare riprese televisive durante il procedimento. Una scelta condivisa anche dalla Procura, che ha richiamato il rischio di trasformare il dibattimento in un caso mediatico prima ancora che venga pronunciata una sentenza. Fuori dalle carte e dalle contestazioni, però, resta la storia di una ragazza che aveva paura. Una paura che, secondo quanto emerso dalle indagini, era stata manifestata più volte prima dell'omicidio. Ed è anche per questo che il processo che si è aperto a Milano non guarda soltanto a ciò che accadde il 14 ottobre 2025, ma prova a ricostruire tutto quello che è successo prima.