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21/01/2025 18:08
Tutto è partito da un'indagine per caporalato che riguardava tre calzaturifici, gestiti da cittadini cinesi a Vigevano e ha portato a sequestri per reati fiscali per oltre 16 milioni di euro verso otto imprenditori cinesi, che erano a capo di altrettante cartiere, cioè società inattive che però emettevano fatture per operazioni inesistenti, con lo scopo di evadere il fisco. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Pavia hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e disponibilità finanziarie per 16 milioni di euro. L'attività di indagine ha preso le mosse da una precedente attività investigativa sul caporalato nei calzaturifici e ha permesso di svelare un complesso schema societario costituito per emettere fatture per operazioni inesistenti che venivano utilizzate per evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto da persone residenti in Veneto, Lombardia, Sicilia e Piemonte. I capitali dall'Italia transitavano in un paese con un regime fiscale più morbido (la cosiddetta zona grigia) prima di approdare in Cina. I responsabili sono stati segnalati per evasione fiscale e false fatturazioni ed è stata ottenuta la chiusura delle partite Iva. L'operazione ha come obiettivo recuperare le somme illecitamente sottratte.