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09/07/2026 15:33
È stato ritrovato giovedì mattina il corpo del 32enne disperso da martedì sera nelle acque del fiume Po, a Suardi. L’uomo, di origini cinesi, si era tuffato insieme a degli amici e non era più riemerso. Sono stati loro a dare subito l’allarme e a far scattare i soccorsi. Dopo 48 ore di intense ricerche, grazie all’aiuto dell’elicottero, fatto arrivare da Genova, è stato avvistato il giovane, ormai senza vita. Si trovava tra Gambarana e Pieve del Cairo, a valle del fiume Po, a pochi chilometri in più, rispetto all’ultima volta che era stato visto, prima di annegare.
Per le ricerche sono stati impiegati anche i sommozzatori, provenienti da Milano, che hanno controllato tutte le buche del fiume. Per cercare di ritrovarlo, l’hanno scandagliato in ogni direzione. Sul campo sono state impegnate diverse squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Pavia. Sul posto c’erano 35 pompieri. Il giovane si era buttato in acqua per cercare di rinfrescarsi. Si trovava, con i suoi amici, in un’area che rientra nel territorio comunale di Suardi, poco distante dal confine che separa la Lombardia al Piemonte.
Un episodio che sottolinea ancora una volta la pericolosità dei fiumi nel territorio, per cui vige il divieto di balneazione. Un tema tornato di attualità in questa estate del 2026, segnata dal gran caldo. All’inizio di giugno era annegato nelle acque del Ticino, a Vigevano, un 23enne di origini marocchine, che si era tuffato all’altezza del ponte nuovo. Il ragazzo era stato poi ritrovato cadavere dopo tre giorni. Quindici giorni dopo, è stata la volta di un tunisino di 30 anni, rinvenuto senza vita nella zona della lanca Ayala. Ora l’ultimo caso di Suardi, che ribadisce l’esistenza di un problema e che vada affrontato.