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04/06/2026 18:32
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.

Si è aperto davanti alla Corte d'Assise di Milano il processo a Gianluca Soncin, il cinquantatreenne accusato del femminicidio di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa il 14 ottobre scorso nella sua abitazione di Gorla. L'uomo, imputato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dalla relazione affettiva ormai conclusa con la vittima, rischia l'ergastolo.
A essere ammessi come parte civile sono stati la madre Uma Smirnova, il padre Sergio, il fratello Nicola e la sorella Veronica. Esclusi invece l’ex amico Francesco Dolci e le associazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere.
Secondo la ricostruzione della polizia, coordinata dalla pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunta Letizia Mannella, Soncin si sarebbe procurato una copia delle chiavi per entrare nell'abitazione dell'ex compagna armato di coltello. In quei momenti la donna era al telefono con Dolci e stava cercando aiuto. Quando gli agenti riuscirono a entrare nell'appartamento, fingendo una consegna a domicilio, era ormai troppo tardi. L'autopsia parlerà di 76 coltellate.
Le indagini hanno inoltre ricostruito mesi di presunti maltrattamenti, minacce e pedinamenti. In occasione di un accesso al pronto soccorso di Seriate, dopo una delle aggressioni denunciate, la giovane aveva compilato il questionario previsto dal protocollo antiviolenza dichiarando di temere per la propria vita. Un elemento che oggi riporta al centro gli interrogativi sulle possibili occasioni di intervento prima della tragedia.