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13/10/2026 20:37
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La Corte d'Appello del Tribunale del Lavoro di Milano ha dichiarato nulla la condanna in primo grado comminata all’europarlamentare di Avs Ilaria Salis, che doveva risarcire due suoi ex assistenti licenziati prima della scadenza del contratto. Secondo quel verdetto, Salis avrebbe dovuto corrispondere loro oltre 300mila euro, più 10mila di spese legali. La Corte, presieduta da Silvia Marina Ravazzoni, ha quindi accolto la linea della difesa dell’europarlamentare, composta dagli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo.
La vicenda iniziò il 10 marzo 2026, quando uscì il verdetto emesso dal giudice Franco Caroleo del Tribunale del Lavoro meneghino. Con quella sentenza di primo grado, l’europarlamentare di Avs veniva condannata a risarcire i due ex collaboratori, che l'avevano affiancata anche durante la campagna elettorale, perché licenziati nel 2025 anziché nel 2029, data della scadenza naturale del contratto. Le motivazioni addotte sarebbero state il “venir meno del rapporto fiduciario” e presunte insoddisfazioni professionali.
Giudicandole insensate, gli ex collaboratori avevano quindi intentato la causa, assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto. L’eurodeputata non si è però presentata al procedimento, rimanendo contumace, in quanto non si è costituita in giudizio per respingere le contestazioni, così come sottolineato nella sentenza. Tuttavia, i legali di Salis hanno sempre sostenuto che né loro né la propria assistita abbiano mai ricevuto una convocazione formale all’udienza, ma di aver appreso della condanna solo a giochi fatti.
E ora, la Corte d’Appello ha dato loro ragione, dichiarando nullo il verdetto uscito dal primo grado. In una nota, l’europarlamentare ha espresso soddisfazione per quanto deciso dalla Corte, notando come la vicenda sia stata “al centro di una vergognosa campagna mediatica, orchestrata dalla solita macchina del fango che” la “prende sistematicamente di mira, anche con metodi sleali”. Per questo, ha annunciato che intraprenderà ogni iniziativa utile per chiedere il risarcimento dei danni subiti. Il procedimento tornerà quindi in Tribunale per ricominciare da capo e i legali degli ex collaboratori hanno ribadito di essere pronti ad affrontare la questione nel merito.