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12/01/2026 18:22
Otto anni di carcere. È la richiesta più pesante avanzata dalla pm del Tribunale di Milano Marina Petruzzella nel processo per l’incendio della Torre dei Moro. Pene che vanno dai tre anni e mezzo agli otto per dodici imputati, tutti accusati di disastro colposo.
La condanna più alta è stata chiesta per Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante della società spagnola Alucoil, produttrice dei pannelli della facciata, ritenuti dall’accusa decisivi nella propagazione delle fiamme. Otto anni anche per chi quei pannelli li ha montati. Cinque anni per i committenti e per chi ha venduto gli appartamenti, pene più basse per progettisti, tecnici e responsabili degli acquisti.
Secondo la Procura, tutti erano consapevoli del rischio. Materiali “altamente infiammabili”, utilizzati per rivestire l’edificio, avrebbero trasformato l’incendio in una corsa verticale incontrollabile.
Il riferimento è al rogo del 29 agosto 2021. In pochi minuti il grattacielo di via Antonini, zona sud del capoluogo meneghino, diciotto piani, venne avvolto dalle fiamme. Nessuna vittima, ma uno scenario devastante: ventisei appartamenti distrutti, decine di auto bruciate, sessanta famiglie evacuate e rimaste senza casa.
Per l’accusa non si è trattato di un incidente imprevedibile, ma del risultato di scelte precise, fatte per risparmiare tempo e costi, ignorando le regole di sicurezza. In aula parole durissime: nessuno ha vigilato, nessuno ha fermato i lavori, nessuno ha chiesto scusa. La prossima udienza è fissata per il 19 gennaio. Per i residenti della Torre dei Moro, l’attesa di giustizia dura ormai da oltre quattro anni.