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09/07/2026 18:15
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Dietro ogni numero c’è una persona. E nelle strutture penitenziarie lombarde quei numeri continuano a crescere. Nella regione sono recluse quasi novemila persone, a fronte di poco più di 5.600 posti disponibili. Significa che la presenza supera del 145 per cento la capienza prevista. Ma ci sono realtà dove la situazione è ancora più critica: San Vittore e il Canton Mombello di Brescia arrivano al 210 per cento, mentre i tre penitenziari milanesi ospitano la popolazione carceraria più numerosa d’Italia.
Ma il dato più drammatico è quello delle morti. Dal giugno del 2025 negli istituti lombardi hanno perso la vita 26 persone, dodici delle quali per suicidio. A livello nazionale il bilancio continua a peggiorare: 81 suicidi nel 2024, 254 decessi complessivi nel 2025 e già 116 dall’inizio del 2026.
Il dossier accende poi i riflettori su un’altra emergenza. Oltre quattro detenuti su dieci hanno problemi di tossicodipendenza e aumenta il numero di chi convive con disturbi psichici. In molte strutture si trascorrono fino a venti ore al giorno chiusi nella propria stanza detentiva, con poche attività e possibilità di reinserimento sempre più limitate. Bollate resta una delle poche eccezioni.
È in questo scenario che si inserisce la visita dell’arcivescovo Mario Delpini all’ipm Beccaria. L’obiettivo è riportare l’attenzione su una realtà che non soffre soltanto per il numero di persone recluse, ma anche per una solitudine sempre più profonda, dentro e fuori dal carcere.