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05/10/2026 18:24
Nessuna richiesta di amministrazione controllata. Per il momento la proprietà della Bcs ha deciso di non fare come sollecitato dai lavoratori. L'intenzione è quella di provare a rilanciare la società che vive una pesante crisi di Liquidità con un'iniezione di capitale. La famiglia Castoldi, proprietaria della storica azienda di macchine agricole con 450 dipendenti su tre siti, Abbiategrasso, Luzzara e Cusago, ha deciso di riprovarci, nonostante lo scetticismo dei lavoratori che lunedì hanno scioperato e del collegio dei sindaci, che ha dato tempo 10 giorni per presentare un piano di rifinanziamento. Dopo di che si tornerà al tavolo e sarà lo stesso collegio sindacale che aprirà alla procedura di fallimento, che porterà all'amministrazione controllata, che viene richiesta da tempo dai lavoratori stessi. Le trattative sono quindi aggiornate al 15 ottobre, ennesimo incontro di una crisi che dura da tempo.










Dopo l'accordo saltato con Fulchir il sindacato ha già convocato due presidi. Quello di lunedì è iniziato alle 10 di mattina, quando le rappresentanze sindacali erano in riunione con la proprietà e i dirigenti, nella speranza di arrivare all'amministrazione controllata, quindi alla nomina di un commissario da parte del ministero del lavoro, che ha già in carico la vertenza. La fumata nera ha convinto così i lavoratori ad andare in corteo fino in municipio dove sono stati ricevuti dal sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai, che già si era impegnato a livello istituzionale.