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05/10/2026 18:15
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
La Procura di Pavia potrebbe ascoltare nei prossimi giorni, in qualità di persone informate sui fatti, alcuni inquirenti e consulenti tecnici che avevano seguito la prima inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Secondo quanto scrive l'Ansa, è quanto emerge da ambienti vicini al palazzo di giustizia pavese, in seguito alla chiusura della nuova indagine sul delitto, che vede come unico indagato Andrea Sempio. La decisione di ascoltare chi aveva indagato all'epoca sarebbe legata soprattutto alle analisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato a 16 anni a conclusione della prima indagine per l'omicidio di via Pascoli. Secondo quanto ha comunicato la Procura nel comunicato che annunciava la fine delle indagini su Sempio, i Ris di Parma non avrebbero comunicato agli inquirenti dell'epoca l'esito negativo delle nuove analisi sui pedali della bici di Stasi, dopo che le prime avevano evidenziato la presenza del Dna di Chiara. Quest'ultimo elemento è emerso da una consulenza della difesa di Stasi, che è stata recepita dalla procura di Pavia. Il sangue di Chiara trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi è stato uno dei cardini della condanna dell'allora fidanzato, ma oggi può diventare uno degli elementi sui quali si basa la richiesta di revisione del processo che si è concluso con la condanna di Alberto Stasi. La difesa non ha mai indicato tempi precisi per la richiesta con cui si vuole cancellare la condanna definitiva a 16 anni. Ha sempre ripetuto di volerla presentare il "prima possibile, compatibilmente con il lavoro che c'è da fare". Nei giorni scorsi sempre la difesa aveva parlato di nuovi elementi e, in particolare, di uno destinato a fare "scalpore" e "rumore"