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29/06/2026 17:56
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Una strategia ordita per far cadere la consiliatura Ceffa, traballante dopo i fatti della congiura di “Sant’Andrea”. Di questo si è parlato lunedì in tribunale nell’udienza sul caso di presunta corruzione a Vigevano, in cui è coinvolto l’ex sindaco Andrea Ceffa. Un’udienza interamente dedicata all’ascolto dei testimoni in sua difesa.
Uno di questi, l’ex consigliere comunale leghista Roberto Colonna, che, sentito in aula, ha ammesso nel giugno di tre anni fa di essere stato contattato telefonicamente da Giulio Onori, allora passato a Forza Italia. Secondo quanto riferito in aula, l’esponente forzista gli avrebbe proposto di passare al partito azzurro, in cambio di un posto in una partecipata del Comune. Un’offerta rifiutata da Colonna, che poi riferì tutto al sindaco Ceffa.
Che la maggioranza stesse vivendo momenti di tensione, è stato poi confermato in tribunale da Mario Antonio Guallini, revisore dei conti di Asm Vigevano e Lomellina. Quest’ultimo ha riferito di diverse telefonate avute con l’ex direttore amministrativo Alessandro Gabbi, anch’egli imputato. In esse si utilizzavano frasi come “noi siamo i congiurati”, tuttavia senza specificare chi fossero. Inoltre si parlava di una strategia politica mirata a far cadere la consiliatura Ceffa e proporre un candidato civico in grado di vincere le elezioni. Nella manovra si sarebbe fatto anche il nome del consigliere di Fratelli d’Italia, Paolo Iozzi, per mettere in difficoltà Ceffa.
Nel mirino anche la presunta consulenza in Asm offerta alla consigliera di maggioranza, Roberta Giacometti, che, secondo l’accusa, il sindaco le avrebbe offerto tramite un prestanome per assicurarsi il suo sostegno. La stessa consigliera è stata definita da Gabbi inquieta e sul punto di dimettersi, ma la circostanza non è stata confermata in aula. Il 6 luglio la prossima udienza, in cui verranno ascoltati tutti gli imputati.