Videonews


31/03/2026 18:30
Questo servizio giornalistico ha finalità esclusivamente informative e si basa su notizie di attualità provenienti da fonti pubbliche e verificate al momento della realizzazione.
Le persone citate risultano indagate nell’ambito dell’inchiesta descritta, ma sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dal principio di presunzione di innocenza.
Il contenuto non intende esprimere giudizi, ma riportare i fatti così come emergono dalle ricostruzioni giornalistiche e dalle autorità competenti.

Si riapre il caso San Siro, e lo fa con un’indagine pesante: la Procura ha disposto perquisizioni negli uffici del Comune e nelle abitazioni di ex amministratori e consulenti legati a Inter e Milan.
Al centro dell’inchiesta c’è la vendita dello stadio Meazza e delle aree circostanti ai due club, conclusa nell’autunno del 2025. I reati ipotizzati sono turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio.
Tra gli indagati figurano nomi importanti: gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris, dirigenti comunali e consulenti delle società calcistiche. In tutto, al momento, sono nove le persone coinvolte.
Ma cosa sospettano i magistrati?
L’ipotesi è che l’intera procedura di vendita sia stata costruita su misura per favorire Inter e Milan, limitando di fatto la concorrenza e orientando l’esito finale.
Sotto la lente c’è soprattutto l’avviso pubblico del 2025: aperto per poco più di un mese, non ha ricevuto alcuna proposta alternativa. Secondo la Procura, però, i criteri sarebbero stati calibrati proprio sulle esigenze dei club.
A insospettire gli inquirenti anche alcune chat, da cui emergerebbero scambi di informazioni riservate tra dirigenti pubblici e consulenti privati. In particolare, si parla di bozze di delibere condivise prima dell’approvazione ufficiale.
E non solo: secondo l’accusa, già dal 2017 il Comune sarebbe stato a conoscenza delle reali intenzioni di Inter e Milan, cioè demolire gran parte dello stadio e sviluppare un’area commerciale e urbanistica intorno al nuovo impianto.
Un elemento chiave è anche la corsa contro il tempo: la vendita è stata chiusa il 5 novembre 2025, pochi giorni prima che potesse scattare un vincolo culturale sullo stadio, che avrebbe reso impossibile l’abbattimento.
Ora l’obiettivo degli investigatori è capire se l’interesse pubblico sia stato sacrificato a favore di quello privato.
L’inchiesta è solo all’inizio, ma riapre uno dei dossier più discussi degli ultimi anni a Milano: il futuro di San Siro e il rapporto tra grandi investimenti, politica e interessi economici.