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08/01/2026 19:32
Davanti alla sede dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, in via Venini, oggi chiusa e sottoposta a sequestro giudiziario, i movimenti pro Palestina tornano a farsi vedere. Lo fanno con una conferenza stampa per lanciare il corteo di sabato 10 gennaio, convocato a Milano con un messaggio che intreccia più fronti: Gaza, il Venezuela e la denuncia di quello che definiscono un clima repressivo contro il movimento.
Il punto di partenza è l’inchiesta che, nei giorni scorsi, ha portato all’arresto di nove persone, tra cui Mohammad Hannoun, fondatore dell’associazione, con l’accusa di finanziamenti ad Hamas. Un’indagine che gli attivisti contestano nel merito e nel metodo, sostenendo che colpisca non singoli episodi ma un intero percorso politico e sociale costruito negli ultimi due anni nelle piazze italiane.

Secondo i promotori, il sequestro della sede e gli arresti rappresentano un segnale intimidatorio rivolto a chi sostiene la causa palestinese. Da qui la scelta simbolica di convocare proprio davanti a quei sigilli una mobilitazione che rivendica il diritto di manifestare e di distinguere, dicono, tra solidarietà internazionale e terrorismo.

Il corteo partirà sabato da via Giacosa e arriverà in piazza della Repubblica, L’obiettivo è quello di difendere la legittimità della protesta e unire le battaglie di più Paesi in un’unica piattaforma di mobilitazione. Una risposta collettiva che, per gli organizzatori, nasce dalla piazza e alla piazza vuole tornare.