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04/09/2026 11:24
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

A Molise-Calvairate i topi non sono spariti. Ma, almeno, qualcosa comincia a cambiare. Dopo settimane di segnalazioni, proteste e immagini diventate il simbolo dell’emergenza nei caseggiati Aler, i primi interventi stanno dando qualche risultato. I roditori sono diminuiti, anche se in diversi cortili continuano a farsi vedere. E le criticità restano molte.
A fotografare la situazione è l’ultimo sopralluogo dell’Assemblea degli abitanti.
In piazza Insubria 3 i progressi sono quelli più evidenti: cantine ripulite, lavori di cementazione in corso nei punti utilizzati dai ratti per entrare e uscire e molti meno avvistamenti. Restano però macerie e persino carcasse di roditori nelle cantine.
Più complicata la situazione in via Faa di Bruno 5. Qui lo sgombero dei sotterranei è partito soltanto a fine agosto, le aiuole sono ancora disseminate di tane e i topi continuano a concentrarsi soprattutto vicino ai rifiuti. Sulle bocche di lupo, intanto, sono comparse le grate.
Lavori appena cominciati anche in via Etruschi 2, dove alla presenza ancora importante di ratti si aggiunge quella dei rifiuti ingombranti abbandonati abusivamente.
E poi c'è viale Molise 17: cantine ancora da svuotare, pulizia dell'area rifiuti giudicata insufficiente e soprattutto buchi nel cortile che comunicano direttamente con i sotterranei. Vere e proprie porte d'ingresso per i roditori.
Il problema, insomma, si è ridimensionato ma non è risolto. Tanto che è partita una segnalazione al Comune anche per i numerosi topi avvistati nelle aree verdi esterne ai caseggiati.
Per gli abitanti ora la parola d'ordine è accelerare: derattizzazione contemporanea negli stabili e nelle aree verdi, cantine sanificate, aiuole bonificate, buchi chiusi e maggiore frequenza nella raccolta dei rifiuti.
Perché a Molise-Calvairate la battaglia contro i topi ha finalmente fatto qualche passo avanti. Ma per poter parlare di emergenza finita, dicono gli inquilini, di strada da fare ce n'è ancora parecchia.