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27/01/2026 17:13
La partita per il dopo Sala coinvolge anche Carlo Calenda, il leader di Azione che mette in chiaro una linea: niente automatismi, niente alleanze precostituite, ma una scelta basata su programmi e profili. E soprattutto un messaggio diretto al centrosinistra.

Calenda rivendica la lealtà ad amministrazione e maggioranza, ma denuncia uno squilibrio politico: secondo Azione oggi a Milano comandano Pd e Avs, con una visione giudicata troppo ideologica e poco amministrativa. Da qui la distanza dalle primarie considerate già scritte.

Il punto politico però va oltre i nomi. Azione chiama in causa il Pd e il cosiddetto campo largo: la domanda è se Milano voglia continuare su un modello pragmatico e riformista o se scegliere una discontinuità più politica, in linea con la segreteria Schlein. Sul tavolo Calenda mette una proposta chiara: un candidato civico, con competenze manageriali, capace di gestire una fase delicata tra Olimpiadi, sviluppo urbano, housing sociale e sicurezza. E avverte: se la scelta sarà tra un candidato ideologico di centrosinistra e un profilo civico credibile dall’altra parte, Azione non darà per scontato il suo sostegno.