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17/06/2026 17:13
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Una chat privata tra dipendenti Atm, fotografie di passeggere e commenti sessisti. È l'inchiesta che da alcuni giorni scuote l'azienda dei trasporti milanesi e che nelle ultime ore ha registrato nuovi sviluppi.
La Procura di Milano ha infatti chiarito le ragioni delle perquisizioni scattate lunedì nei confronti di cinque persone legate al gruppo WhatsApp "Ticinese Staff". Al centro degli accertamenti c'è un autista di 59 anni, al momento unico indagato per accesso abusivo a sistema informatico. Gli inquirenti vogliono capire se le immagini condivise nella chat siano state ottenute accedendo in modo illecito ai sistemi di videosorveglianza dei mezzi Atm e se esistano altre fotografie o video estratti abusivamente e poi diffusi.
Nel decreto di perquisizione si fa riferimento anche a commenti di "chiara natura sessuale" pubblicati dai partecipanti alla chat. Per questo sono stati sequestrati smartphone e dispositivi informatici, compresi eventuali contenuti conservati sul cloud, per ricostruire l'intera attività del gruppo e verificare se il materiale sia rimasto all'interno della conversazione o sia stato condiviso con altre persone.
La vicenda è esplosa sabato scorso a bordo di un tram della linea 15 tra Milano e Rozzano. Una giovane passeggera ha notato sul cellulare di un conducente una chat con immagini di donne e messaggi offensivi. Ha fotografato lo schermo e pubblicato tutto sui social, facendo scattare prima le verifiche interne dell'azienda e poi l'indagine della Procura.
Secondo quanto riferito da Atm, i tram più recenti sono dotati di sistemi di videosorveglianza accessibili al personale per controllare salita e discesa dei passeggeri. Proprio da quei sistemi potrebbero provenire le immagini finite nella chat, un aspetto che gli investigatori stanno cercando di accertare.
Nel frattempo Atm ha sospeso dal servizio e dalla retribuzione sei dipendenti coinvolti. Un settimo partecipante al gruppo risulta invece già pensionato. Ora l'obiettivo degli inquirenti è capire quante persone facessero parte della chat, da quanto tempo fosse attiva e se il materiale sia stato diffuso oltre quella cerchia ristretta.