Videonews


11/03/2026 14:55
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Un modello considerato discriminatorio e uno spreco di risorse: è la presa di posizione sul nuovo campo sinti di Pavia est dell’associazione 21 luglio: organizzazione non profit che supporta gruppi e individui in condizione di segregazione estrema e di discriminazione tutelandone i diritti e promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini.

Non accenna dunque a placarsi il dibattito sul nuovo insediamento di via Aschieri dopo il consiglio comunale aperto dello scorso 26 febbraio. L’associazione è piuttosto netta sul tema: “Replicare spazi separati e pensati solo per i sinti perpetua la marginalità e l’esclusione sociale”.

Una questione etica ma anche economica. Le ricerche condotto dall’associazione 21 luglio dimostrano infatti che creare un nuovo campo costa almeno sette volte di più rispetto a percorsi di inclusione abitativa diffusa. I campi quindi non vanno spostati ma devono essere molto più semplicemente superati.

L’organizzazione ha per questo motivo inviato una segnalazione all’Unar per valutare il profilo discriminatorio di questa decisione. Non solo. L’associazione ha offerto la propria disponibilità all’amministrazione comunale per progettare insieme soluzioni abitative realmente inclusive, basate su buone pratiche già funzionanti in altre città italiane.