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15/09/2026 15:37
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Le linee guida sul suicidio assistito volute da Guido Bertolaso vanno fermate. Fratelli d’Italia alza il tiro sull’assessore al Welfare e porta lo scontro direttamente in Consiglio regionale.
A contestare le procedure è il consigliere Matteo Forte, con un’interrogazione che parte dal suicidio medicalmente assistito del 25 agosto: il primo in Lombardia gestito interamente dal servizio sanitario regionale, attraverso l’Asst Ovest Milanese.
Per Forte il punto è politico prima ancora che sanitario: il Consiglio regionale aveva già scelto di non intervenire sul fine vita, considerando la materia di competenza nazionale. Le indicazioni predisposte dall’assessorato sarebbero quindi in contrasto con quell’indirizzo.
Bertolaso respinge la contestazione: la Regione, sostiene, non ha introdotto una propria disciplina sul fine vita. Le linee guida hanno carattere esclusivamente organizzativo, per uniformare le procedure nelle Asst e applicare quanto stabilito dalla Corte costituzionale.
Ma lo scontro resta aperto. FdI chiede di fermare ulteriori procedure e di riportare la questione al confronto politico. Un altro terreno di attrito tra il principale partito della maggioranza e l’assessore al Welfare, dopo lo scontro sulle nomine: dalla scelta di Mario Melazzini per sostituire Alberto Zoli alla guida del Niguarda, fino alla partita ancora aperta sul nuovo direttore generale e sul consiglio di amministrazione del Pio Albergo Trivulzio. Tensioni che, almeno per il momento, non hanno però portato Fratelli d’Italia a chiedere le dimissioni di Bertolaso.