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01/07/2026 18:49
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Un articolato sistema di frode fiscale, realizzato da un deposito autorizzato di prodotti petroliferi ubicato nella provincia di Milano. È quello che ha scoperto la Guardia di Finanza, con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I militari del Comando Provinciale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo equivalente a oltre 60 milioni di euro, emesso dal gip del Tribunale di Milano.
Il deposito in esame ha immesso in consumo oltre 188 milioni di litri di diesel e benzina, facendo indebito ricorso al regime dell’«IVA all’estrazione». Questa norma prevede che il pagamento dell’imposta avvenga nel momento in cui i beni vengono estratti dal deposito IVA, calcolando la cifra sulla base di una stima dei quantitativi destinati alla successiva commercializzazione. Un regime che, però, l’impianto ha utilizzato in maniera truffaldina dal 2023 al 2025: facendo una sottostima dell’imposta dovuta, il deposito petrolifero ha potuto evadere, per l’appunto, oltre 60 milioni di euro di IVA.
Questo si è tradotto in un vantaggio economico enorme, perché l’illecito ha permesso all’impianto la vendita di prodotti petroliferi a prezzi significativamente inferiori a quelli di mercato, sia attraverso la propria rete di distributori sia tramite cessioni ad altri operatori, determinando rilevanti effetti distorsivi della concorrenza.
Ma ora, il rappresentante legale e due amministratori sono stati segnalati alla Procura Europea per il reato di dichiarazione infedele, mentre la società è stata deferita. Oltre al sequestro preventivo del profitto multimilionario, poi, sono iniziate una serie di perquisizioni nei confronti degli indagati.