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25/06/2026 20:54
Il video documenta fatti di cronaca con linguaggio sobrio e finalità informative, evitando ogni forma di spettacolarizzazione, senza promuovere o incoraggiare comportamenti illegali o pericolosi e nel rispetto delle persone coinvolte.

È impazzito davanti ai suoi coinquilini, loro si sono difesi immobilizzandolo, lui è morto dopo qualche ora in ospedale. È quello che è successo in via Ghini, a sud di Milano, mentre i primi raggi del Sole raggiungevano la città. La vittima si chiamava Ricardo Radahelly Salinas, 39 anni, di origine peruviana, regolare in Italia e incensurato. I coinquilini che hanno provato a renderlo inoffensivo, cinque in tutto, hanno età comprese tra i 26 e 50 anni, e ora si trovano al carcere di San Vittore, arrestati in flagranza dai Carabinieri di Milano.
Secondo la prima ricostruzione dei militari della compagnia porta Monforte e della stazione Vigentino, nello stabile di via Ghini c’erano complessivamente 10 persone, tutti peruviani incensurati e abitanti regolari dell’appartamento. Tra gli effetti personali della vittima è stata trovata della cocaina, perciò è plausibile che il 39enne abbia consumato la sostanza e abbia dato in escandescenza. L’uomo avrebbe quindi tentato di aggredire anche a morsi i coinquilini, perciò cinque di loro si sarebbero mossi per immobilizzarlo, bloccandogli la bocca con uno straccio.
Uno di quelli che si è difeso avrebbe quindi chiamato il 118, dicendo che il 39enne si era sentito male. I sanitari, giunti sul posto intorno alle 6 del mattino, lo hanno trovato in fin di vita riverso per terra. Dopo averlo portato in codice rosso al Policlinico, però, l’uomo è morto poco dopo. Ai cinque coinquilini condotti in carcere dai Carabinieri, la pm di turno, Barbara Benzi, contesta l’omicidio volontario in concorso, ipotizzando anche il “dolo eventuale”.