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15/10/2026 16:56
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

La Procura di Milano chiede il processo per Carmelo Cinturrino, l’ex poliziotto accusato di aver ucciso un pusher nel boschetto di Rogoredo. Cade però l’aggravante della premeditazione: l’accusa resta quella di omicidio volontario, ma l’ex agente non rischia più l’ergastolo.

La vittima è Abderrahim Mansouri, detto Zack, 28 anni, ucciso lo scorso 26 gennaio con un colpo di pistola alla testa, esploso da circa 30 metri durante un servizio antidroga alla periferia sud di Milano.

Una vicenda segnata fin dall’inizio da versioni contrastanti. Cinturrino aveva sostenuto di aver sparato per paura, ma secondo gli investigatori Mansouri non era armato e non avrebbe nemmeno tentato la fuga. L’ex agente avrebbe poi collocato una pistola finta accanto al corpo per simulare la legittima difesa, ritardato l’arrivo dei soccorsi mentre il giovane era ancora vivo e fatto pressioni sui colleghi per concordare una versione comune.

Durante l’interrogatorio di febbraio Cinturrino aveva ammesso di aver alterato la scena del delitto. Ad agosto, invece, si era avvalso della facoltà di non rispondere. A settembre la chiusura delle indagini, allora ancora con l’ipotesi di omicidio premeditato.

Secondo i magistrati, l’ex poliziotto avrebbe anche ripetutamente minacciato Mansouri. «O ti arresto o ti ammazzo», una delle frasi contestate.

Ora la richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia. Resta l’aggravante della violazione dei doveri legati alla funzione pubblica, ma senza la premeditazione Cinturrino potrà chiedere il rito abbreviato.

Resta aperto anche un secondo filone investigativo su presunti abusi commessi in servizio insieme ad altri ex colleghi, tra cui estorsioni, sequestri di persona, spaccio e arresti illegali.