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04/11/2026 14:01
Questo contenuto è pubblicato esclusivamente a scopo informativo e giornalistico. Le informazioni riportate riguardano un tema di rilevanza pubblica e sono presentate con l'intento di informare, approfondire il contesto e favorire una maggiore consapevolezza. Il video non rappresenta in alcun modo un invito a emulare o sostenere condotte illegali o rischiose; al contrario, sottolinea il valore della prevenzione, dell'informazione responsabile e della comprensione dei fatti, nel rispetto della dignità e dei diritti di tutte le persone interessate.

Quasi mezzo miliardo di euro in meno. È la cifra che, secondo l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, rischia di pesare sulla sanità lombarda con la nuova manovra economica. Risorse che, se il quadro non dovesse cambiare durante l'iter parlamentare, potrebbero avere conseguenze dirette sui servizi ai cittadini. A partire dalle liste d'attesa, ma anche dal funzionamento delle Case e degli Ospedali di comunità e dalla possibilità di incentivare medici e infermieri a lavorare nel servizio sanitario pubblico.

Una preoccupazione condivisa anche dal presidente della Regione Attilio Fontana, che guarda però con fiducia al confronto con il Governo e alla possibilità che durante il percorso della manovra vengano recuperate ulteriori risorse.

Fontana assicura che la qualità della sanità lombarda non peggiorerà, ma ammette che con meno risorse sarà necessario rallentare alcuni interventi. Un rischio soprattutto per il percorso di recupero delle liste d'attesa, sul quale la Regione sostiene di aver già avviato un lavoro significativo.

Sul peso della manovra si apre anche il confronto sulle responsabilità dei conti pubblici. Bertolaso richiama il debito accumulato negli anni precedenti, citando Superbonus e Reddito di cittadinanza, mentre Fontana attribuisce parte delle difficoltà ai tagli alla sanità decisi dai governi tra il 2011 e il 2019.

La richiesta che arriva da Palazzo Lombardia è dunque quella di modificare gli stanziamenti durante il dibattito parlamentare, per consentire alla Regione di programmare il 2027 senza dover frenare i servizi e gli interventi già avviati.