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28/08/2026 18:33
Il video ha finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Lunedì 31 agosto: è questo il nuovo vicinissimo termine, e probabilmente l’ultimo che sarà fissato, per lo smantellamento del campo rom e gagi in via Chiesa Rossa a Milano. In caso di mancato rinvio, sarà una giornata storica: il cosiddetto ‘Villaggio delle rose’, si era insediato a sud del capoluogo lombardo nel 2001, dopo aver ricevuto l’area in concessione dalla giunta Albertini. Non si tratta quindi di un’occupazione abusiva, ma del tutto legale.
La miccia venne accesa quasi due anni fa, di preciso il 19 dicembre 2024, quando la giunta Sala varò una delibera che evidenziava “numerosi episodi di criticità per la sicurezza urbana e di illegalità, che hanno provocato più volte grave turbativa all’interno del campo anche attraverso la commissione di reati”. E poi, occupazioni stavolta abusive che avevano ampliato le dimensioni dell’insediamento ben oltre le 47 piazzole inizialmente autorizzate. E ancora, allacci non a norma che rappresentavano un rischio per gli abitanti del campo.
La delibera, quindi, stabiliva la chiusura del ‘Villaggio delle rose’ per tutelare in primis i suoi residenti. A Palazzo Marino hanno dato ragione anche il Tar e il Consiglio di Stato: ad agosto 2025, i giudici hanno negato la sospensiva cautelare della misura “contingibile e urgente” richiesta dagli abitanti del campo, perché hanno riconosciuto una “condizione di degrado acclarata”.
Molti si sono già spostati, ma ora rimangono ancora 50 residenti che continuano a sostenere che una soluzione alternativa allo sgombero c’è ed è che la gestione passi in mano a una cooperativa che si occupi della riqualificazione. E lo hanno ribadito anche agli agenti della Locale e ai funzionari comunali nel loro ultimo sopralluogo prima di un eventuale sgombero. A settembre, però, dovrebbero già iniziare le fasi preliminari prima della bonifica dell’area.