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15/04/2026 17:31
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Tre morti, intrappolati nel fumo mentre dormivano. E un incendio che, per la Procura di Milano, non è stato un gesto impulsivo ma un’azione preparata.
Per questo il pm Luigi Luzi, ha chiesto tre ergastoli per il rogo di via Cantoni del 12 settembre 2024 dove – all’’interno di un emporio cinese in zona Certosa - hanno perso la vita tre giovanissimi di 19, 17 e 24 anni, tutti estranei a quella vicenda.
Secondo l’accusa, dietro l’atto c’è una rete di debiti incrociati tra droga e lavori edili. Una catena che parte da minacce e tentate estorsioni.
Washi Laroo, 27enne olandese, soprannominato “il pazzo”, è stato indicato come l’esecutore materiale, arrivato in Italia pochi giorni prima del rogo e poi fuggito in Spagna dopo aver dato fuoco allo stabile. Con lui, come mandanti, i due imprenditori cinesi Zhou Bing, 41 anni, e Yijie Yao, 35, accusati di aver organizzato tutto per recuperare denaro.
Le indagini ricostruiscono anche il movente: Yao avrebbe accumulato circa 65mila euro di debiti per una partita di sostanze stuefacenti, e allo stesso tempo vantato crediti per lavori non pagati nei confronti della famiglia legata al magazzino. Da qui le pressioni: richieste di 20mila euro, accompagnate da minacce esplicite.
Le intercettazioni sono uno dei passaggi chiave. Prima dell’azione, una minaccia precisa: “Se non paga, gli darò fuoco… chiamerò il pazzo”, con riferimento a Laroo, indicato come l’uomo incaricato di intervenire.
Poi, a distanza di settimane, il racconto diventa ancora più crudo: “La porta era chiusa a chiave… non potevano uscire”, un dettaglio che, secondo l’accusa, dimostrerebbe la piena consapevolezza di quello che sarebbe accaduto all’interno del magazzino.
Le accuse sono omicidio volontario aggravato, incendio doloso, tentata estorsione e traffico di droga. Ora il processo entra nella fase finale. Le difese interverranno il 27 aprile. Poi la decisione della Corte.