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16/06/2026 15:09
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Le idee dei cittadini arrivano sempre più raramente fino all'Aula del Consiglio regionale. Anche perché raccogliere firme per referendum e leggi di iniziativa popolare non è sempre facile: per chi vive lontano dai grandi centri, per le persone con disabilità o per le piccole associazioni che hanno pochi mezzi e pochi volontari. Da qui la proposta di legge, già depositata al Pirellone, per introdurre in Lombardia la raccolta firme digitale per le leggi di iniziativa popolare e i referendum regionali.
L'iniziativa, presentata dal consigliere di Patto Civico Luca Paladini insieme a Marco Cappato e a diverse associazioni, punta ad allargare la partecipazione sfruttando strumenti già utilizzati a livello nazionale. L'idea è semplice: trasformare il telefono o il computer in una nuova piazza dove sottoscrivere una proposta.
I numeri raccontano una partecipazione oggi molto limitata. Nelle ultime tre legislature le proposte di legge di iniziativa popolare hanno rappresentato appena il 2% del totale: il 2% nella decima legislatura, l'1,97% nell'undicesima e il 2,65% in quella attuale.
Dal 2021 la raccolta firme digitale è già possibile per referendum e iniziative popolari nazionali. Nelle regioni, però, nessuno ha ancora reso operativo questo strumento. La Lombardia ora punta a fare da apripista.
La proposta prevede la creazione di un portale regionale certificato, con un investimento di 500 mila euro e tempi di attuazione entro sei mesi dall'eventuale approvazione della legge.