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26/03/2026 18:40
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Mentre la vita nella via Melchiorre Gioia di Milano procede serenamente, un palazzo sembra essere stato catapultato indietro nel tempo, ai tempi della pandemia. Passando di là e guardando dentro la Torre Gioia 22, facendo un po’ di attenzione si possono vedere delle persone, sparute, che indossano una mascherina, all’interno di un edificio completamente deserto. Il palazzo è stato infatti liberato in seguito alla scoperta di un caso di meningite. Un dipendente dell’azienda proprietaria della torre, il Gruppo Intesa Sanpaolo, è stato ricoverato ma non è in pericolo di vita.
Nonostante una situazione apparentemente non grave, l’azienda ha preferito tenere a casa i lavoratori, che hanno quindi adottato la formula dello smart working e la terranno fino a domenica. Intanto, la società, in una nota, ha assicurato di essersi messa in contatto con l’Ats di Milano e di aver messo in campo tutte le operazioni necessarie per igienizzare l’edificio. Intesa Sanpaolo ha poi anche provveduto a risalire ai contatti stretti del dipendente risultato positivo, che sono stati informati e sottoposti a terapia antibiotica preventiva.
Il caso milanese arriva a distanza di pochi giorni in cui l’Europa è stata scossa dal focolaio di meningite scoppiato nel Kent, in Inghilterra, scoppiato in una discoteca di Canterbury tra il 5 e il 7 marzo, che ha portato a 29 casi totali, di cui 2 decessi. Gli esperti invitano a prestare attenzione ai sintomi e, nel caso, a vaccinarsi contro il meningococco, ma avvertono di evitare allarmismi.