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11/03/2026 15:10
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Il tema del consenso nel reato di violenza sessuale arriva in Consiglio regionale e accende il confronto politico. Ma la mozione non passa.
L’Aula della Regione Lombardia ha infatti respinto la proposta presentata dalla consigliera del Pd Paola Bocci che chiedeva alla Giunta di sostenere il principio del consenso libero, attuale ed esplicito come elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale, in linea con la Convenzione di Istanbul.
Il documento invitava la Regione a promuovere nelle politiche di contrasto alla violenza di genere una cultura fondata sulla centralità del consenso, anche attraverso progetti educativi nelle scuole e negli enti locali. Inoltre chiedeva di sollecitare Parlamento e Governo affinché la riforma del codice penale non indebolisse la definizione del consenso nella normativa sulla violenza sessuale.
La maggioranza ha però votato contro. Per Maira Cacucci di Fratelli d’Italia e Alessandra Cappellari della Lega la mozione rappresenta “una strumentalizzazione politica” che rischia di generare fraintendimenti. Secondo le due consigliere, l’emendamento al codice penale presentato in Senato punta invece a rendere la norma più efficace nei tribunali, perché il principio del dissenso sarebbe più facilmente dimostrabile in sede processuale.
Contraria anche la Giunta. L’assessore Elena Lucchini ha ribadito l’impegno di Regione Lombardia nella tutela delle vittime e nei percorsi di prevenzione della violenza di genere, confermando però il parere negativo sulla mozione.