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06/08/2026 15:42
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Dietro quei cancelli, raccontano, continua a esserci una realtà che Milano non può permettersi di ignorare. È il CPR di via Corelli, dove questa mattina il consigliere regionale Paladini e la consigliera del Municipio 3 di Alleanza Verdi e Sinistra, Rahele Sereke, hanno effettuato una nuova visita ispettiva, conclusa solo nel primo pomeriggio.
Un sopralluogo durato diverse ore che, spiegano, ha confermato molte delle criticità già denunciate negli ultimi mesi. Dalle condizioni igienico-sanitarie a quelle di salute, fino al clima di forte sofferenza e disagio che si respira all'interno della struttura. Un quadro che, secondo i due consiglieri, restituisce ancora una volta l'immagine di un luogo "inumano e indegno", dove la privazione della libertà si accompagna a condizioni che ledono la dignità delle persone.
Tra gli aspetti più preoccupanti emersi durante la visita c'è anche la mancanza di informazioni chiare per molti dei trattenuti. Diversi, raccontano, non sanno perché siano stati portati nel centro, quanto tempo dovranno rimanervi né quale sarà il loro destino. Un'incertezza che alimenta tensione, paura e un profondo senso di abbandono.
Una situazione che era già finita sotto la lente della Procura di Milano con l'inchiesta sull'ex gestione del centro, sfociata nel processo per frode nelle pubbliche forniture e turbativa d'asta, dopo aver portato alla luce presunte gravi carenze nei servizi destinati alle persone trattenute.

Per questo Paladini e Sereke rilanciano la diffida presentata lo scorso 10 aprile al sindaco Giuseppe Sala insieme ad altri esponenti politici, tra cui l'eurodeputata Cecilia Strada, chiedendogli di farsi portavoce presso il Ministero dell'Interno per la chiusura del CPR di via Corelli. Un appello, spiegano, perché Milano difenda concretamente i principi di dignità, libertà e tutela dei diritti fondamentali su cui si fonda la città.