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22/09/2026 17:07
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Milano ha battuto il 2003. Ma è un record di cui avrebbe fatto volentieri a meno. L’estate 2026 entra negli annali come la più calda mai registrata in città: tre mesi di afa, notti bollenti e termometri quasi sempre sopra la media.
A certificarlo è l’Osservatorio Meteorologico Milano Duomo. Tra giugno, luglio e agosto la temperatura media è stata di 28,3 gradi: un decimo in più della storica estate del 2003 e ben 3,6 gradi sopra la media climatica del periodo 1991-2020. Il valore più alto dal 1897, anno di inizio delle rilevazioni.
E a raccontare questa estate da record sono soprattutto i numeri. Ben 77 giornate sopra i 30 gradi, 36 oltre i 35. Il picco il 28 giugno, quando in centro Milano il termometro ha raggiunto i 38,7 gradi.
Ma il caldo non ha dato tregua nemmeno dopo il tramonto. Le cosiddette notti tropicali, quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi, sono state 80, contro le circa 48 attese. E per 66 notti consecutive, dal 16 giugno al 20 agosto, Milano non è mai riuscita davvero a rinfrescarsi.
A fine giugno persino le minime hanno sfiorato i 30 gradi. E l’afa ha fatto il resto: l’indice Humidex ha raggiunto livelli considerati di “pericolo” per 161 ore distribuite su 32 giornate.
Capitolo pioggia: tanta, ma spesso tutta insieme. A giugno sono caduti 139 millimetri, quasi tutti nei primi dieci giorni. Poi rubinetti chiusi: 22 giorni consecutivi senza una goccia, prima del temporale del 29 giugno. A luglio poca pioggia, ad agosto quantità vicine alla media, ma con oltre metà delle precipitazioni concentrate in un solo giorno.
Un’estate insomma difficile da dimenticare. E non soltanto per la sensazione: dopo una primavera già da record, anche i numeri consegnano il 2026 alla storia meteorologica di Milano.