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30/03/2026 14:00
Il fatto che si siano rilevate fibre nell’aria del liceo non basta, perché gli studenti “sono stati esposti a polveri e nei rottami di demolizione c’era amianto: “sulla salute dei ragazzi non si possono accettare approssimazioni né zone d’ombra”.
Così l’associazione Sportello nazionale amianto, nelle scorse ore, è tornata a chiedere chiarezza e indagini delle autorità sulla dispersione di polveri nel liceo di Broni (costruito in cemento amianto) durante le demolizioni del vano ascensore della scuola.
Il fatto era accaduto lunedì scorso e, da allora, il liceo è chiuso e gli studenti seguono le lezioni da casa. Le analisi dell’aria svolte nelle ore successive all’incidente hanno escluso la presenza di amianto, ma il fatto che ve ne fosse nelle macerie di demolizione ha creato grande preoccupazione.
Molti genitori hanno contattato le associazioni specializzate, come Avani, chiedendo un incontro, tenutosi poi sabato al polo civico di via Matteotti, mentre nel pomeriggio di lunedì la Provincia di Pavia, il Dirigente scolastico e Ats Pavia hanno incontrato le famiglie degli studenti al teatro Carbonetti. Le lezioni dovrebbero riprendere dopo le vacanze pasquali, dopo le pulizie della scuola e dopo nuove analisi e verifiche.
Intanto il territorio, tra i più colpiti al mondo dalla piaga dell’inquinamento da amianto, continua ad attendere la costruzione di un nuovo liceo e la bonifica di tanti, troppi edifici pericolosi, soprattutto privati.
Al centro polifunzionale di Stradella si sono dati appuntamento esperti, associazioni e amministratori: l’allargamento del sito di interesse nazionale Fibronit (SIN) a Stradella e ai comuni della cintura, in modo da offrire uno strumento in più per velocizzare le bonifiche, torna così di stretta attualità.