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16/04/2026 18:32
I lavori hanno già una finestra: seconda metà del 2027, se tutto fila liscio. Da lì parte il futuro di San Siro. A marzo il Comune ha avviato l’iter per il nuovo progetto di Inter e Milan: un’arena moderna accanto al Meazza, che verrà solo in parte demolito. Una sezione resterà e sarà trasformata, tra servizi, attività commerciali e spazi aperti. Attorno, una rivoluzione più ampia: circa 80mila metri quadrati di verde e un intero quadrante della città da ripensare.
Il percorso è chiaro: prima si costruisce, poi si decide cosa fare davvero di quello che resta dell’attuale stadio. E il motivo è tutt’altro che teorico. Oggi il Meazza è fuori standard. La UEFA lo considera inadatto per eventi come Euro 2032, come ha sottolineato il suo responsabile Michele Uva. Sono 11 requisiti su 22 non rispettati, con criticità su sicurezza, accessibilità, aree per il pubblico e servizi. In pratica, così com’è, rischia di non poter più ospitare grandi competizioni. Lo stesso Uva ha ribadito che la capitale meneghina e Napoli sono in ritardo e che, senza passi avanti concreti, potrebbero restare fuori dalle cinque sedi italiane previste per il torneo
C’è poi un’altra questione: rimetterci mano significherebbe trovare un altro campo dove giocare nel frattempo. È da qui che si muovono le società. Proprio a San Siro, durante un evento de Il Foglio, ne hanno parlato i due presidenti. Il rossonero Paolo Scaroni spinge sull’acceleratore: l’obbiettivo o è arrivare entro l’estate con un progetto definito, anche dal punto di vista estetico, da presentare alla città. Un passaggio che, nelle sue intenzioni, deve convincere prima di tutto i milanesi. Il nerazzurro Beppe Marotta allarga lo sguardo: il problema non è solo Milano. Il calcio italiano, dice, è rimasto indietro sulle infrastrutture, mentre altrove si è già andati avanti.
La direzione è tracciata. Adesso bisogna capire se dalle parole si passerà davvero ai cantieri.