Videonews


04/09/2026 18:17
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
Un'operazione che ha toccato quattro province e due regioni. È quella che è stato condotta dai carabinieri di Bergamo a seguito della sparatoria del 21 giugno a Seriate. Dalle indagini scaturite a seguito dell'agguato, sono stati individuati un covo e diversi depositi di armi e droga nel milanese. Per la precisione un appartamento in uso alla banda a Vermezzo e un nascondiglio in un’area boschiva tra Vittuone e Cisliano. Nel bosco nell'Ovest Milanese sono stati trovati droga pronta per lo spaccio (hashish, cocaina ed eroina), diverse centinaia di proiettili, due fucili d'assalto e un Ak-47. Proprio armate di Kalashnikov 12 persone facenti parte della banda il 15 giugno nei boschi di San D'Argon nella bergamasca avevano organizzato un agguato a un rivale. Il gruppo era capeggiato da un 29enne marocchino, noto come Botros, gravitante tra Vermezzo e Vigevano e dove è stato catturato con due complici il 29 agosto. Sempre Botros, il 21 giugno, ha organizzato un nuovo agguato al centro sportivo Aquamore di Seriate. Un commando, armato di mitraglietta Skorpion e Kalashnikov, a bordo di una Peugeot 2008, condotta da un soggetto non ancora catturato ha teso un agguato a un esponente di un clan rivale, che è scampato all'agguato. Gli aggressori sono fuggiti a bordo dell'auto. Subito sono scattate le ricerche degli uomini dell'Arma, anche con l'impiego di un elicottero. I sospettati hanno avuto anche un incidente a Bareggio, dove hanno abbandonato il mezzo e si sono dati alla fuga a piedi. Intanto sono proseguite le indagini che hanno portato all'arresto la vittima dell'agguato gravato da precedenti per spaccio e tentato omicidio, oltre che per l'evasione dai domiciliari. È stato proprio lui a rivelare l'identità degli aggressori oltre a una serie di dettagli fondamentali, che hanno portato a sgominare il gruppo facente capo a Botros. Nell'ambito di un'altra inchiesta dei carabinieri di Brescia, che ha portato al fermo di tre nordafricani, è emerso come anche uno di questi fosse stato a sua volta uno degli obiettivi di Botros. Il quadro d'indagine è stato così chiaro e ha portato all'identificazione dell'uomo e alla sua cattura a fine agosto. Nel frattempo le perquisizioni nei boschi dove operavano hanno portato a una al sequestro a Ozzero e Nerviano di un fucile a pompa e di munizioni per Kalashnikov, oltre che ai proventi dello spaccio per 80 mila euro. Infine è stato individuato quello che assieme ad alcune abitazioni di Vigevano era l'altro covo della banda, oltre che a un altro covo a Oleggio Castello, in provincia di Novara, individuato grazie a un'opera di pedinamento.