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29/05/2026 18:21
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Dai racconti dei residenti attorno alla stazione di Milano Certosa, dove martedì sera è stato aggredito e ucciso il 22enne Gianluca Ibarra Silvera, sta emergendo una pista che ha del raccapricciante. Poche ore prima della tragedia, avvenuta intorno alle 22.30, alcuni ragazzi sudamericani hanno ingaggiato una rissa, sempre nella struttura. E una delle “fazioni” coinvolte, sembra essere quella che ha colpito il ragazzo. Non è quindi da scartare che il 22enne possa essere stato vittima di uno scambio di persona.
È una versione che gli inquirenti ritengono credibile e che è stata messa a verbale sia dai residenti della zona che da Gianfranco, il fratello 20enne della vittima coinvolto lui stesso nell’aggressione. Questi avrebbe sentito della rissa al minimarket in cui è andato con il padre e Gianluca, poco prima di entrare nel sottopasso della stazione per tornare verso casa del genitore. Qui sarebbe avvenuto il primo incontro con un gruppo che si è presentato come “Latin Kings”, banda sudamericana che ha commesso diversi reati tra Milano e Genova.
Al ritorno in stazione per raggiungere a Segrate la madre, separata, i due fratelli avrebbero visto molte più persone di prima. Il gruppo si sarebbe avvicinato a loro parlando in spagnolo, costringendoli alla fuga. Gianluca, dopo essere caduto tre volte, sarebbe stato raggiunto dalla banda, che gli avrebbe inferto diversi fendenti, tra cui quello letale che gli ha reciso l’arteria femorale. La furia che hanno messo nell’accoltellamento, sta portando la Mobile di Milano, coordinata dal pm Elio Ramondini e dall’aggiunto Bruna Albertini, a pensare che quella fosse una vendetta per la rissa avvenuta prima, alle 15. Da cui però Gianluca e Gianfranco erano totalmente estranei.
La tragedia, intanto, ha anche acceso un faro sulla stazione di Milano Certosa, nella quale il Prefetto Claudio Sgaraglia ha disposto controlli straordinari. Solo giovedì sera, la Polizia e la Polfer hanno controllato 276 soggetti, con 8 denunce e 3 identificati in Questura. Nell’area poi, ora, gravitano anche presidi mobili di Carabinieri.