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23/10/2026 17:01
Il video ricostruisce la vicenda sulla base delle informazioni disponibili e ha finalità esclusivamente informative.
Una chat tra dipendenti, immagini di passeggere riprese dai monitor di sorveglianza e commenti sessisti. È il caso della chat «Ticinese staff», che nei mesi scorsi aveva suscitato indignazione a Milano. Ora arriva un nuovo sviluppo giudiziario: la Procura ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per accesso abusivo a sistema informatico.
La vicenda era emersa a giugno, quando una giovane passeggera aveva fotografato un dipendente Atm mentre guardava sul proprio monitor le immagini condivise nella chat. Fotografie che ritraevano donne riprese attraverso i sistemi di videosorveglianza dei mezzi pubblici.
Da lì era partita l’inchiesta della Polizia locale, coordinata dalla Procura di Milano. Un dipendente era stato iscritto nel registro degli indagati e altri quattro colleghi erano stati coinvolti negli accertamenti, con perquisizioni e sequestri di telefoni e dispositivi.
Atm, che aveva presentato un esposto per fare chiarezza, aveva inoltre sospeso i dipendenti coinvolti, anche dalla retribuzione.
Ma il punto centrale dell’indagine è un altro: secondo quanto emerso dagli accertamenti, non sarebbero state riscontrate intrusioni informatiche nei sistemi di sicurezza. Le immagini sarebbero state fotografate direttamente dagli schermi interni.
Per questo i pubblici ministeri hanno chiesto l’archiviazione, ritenendo che non ci siano elementi per sostenere un’accusa penale per il reato contestato.
Attenzione, però: la richiesta di archiviazione non equivale a una sentenza definitiva e non significa che i comportamenti segnalati siano stati ritenuti accettabili. Riguarda la possibile rilevanza penale dei fatti nell’ambito dell’indagine.
Resta così aperta una questione delicata: il confine tra l’utilizzo dei sistemi di sorveglianza per garantire la sicurezza dei passeggeri e il rischio che quelle immagini vengano utilizzate in modo improprio.