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17/07/2026 15:03
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Ritardi, cancellazioni, corse in affanno. E da settembre, per i pendolari lombardi, arriva anche un conto più salato.

Regione Lombardia ha approvato il nuovo adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico. Per i treni regionali di Trenord scatterà infatti un aumento del 3,89%, mentre per autobus, tram e metropolitane il ritocco previsto è dell'1,86%. Su quest'ultimo fronte, però, il Comune di Milano è orientato a non aumentare i prezzi di Atm, scegliendo ancora una volta di assorbire i rincari con risorse proprie, come già fatto negli ultimi due anni.

L'aumento dei treni nasce da una formula che tiene insieme inflazione e qualità del servizio. Oltre agli indici Istat, infatti, pesano indicatori come puntualità, frequenza delle corse, regolarità e soddisfazione degli utenti. Ed è proprio questo il punto che accende lo scontro politico. Secondo il Partito Democratico, gli standard fissati dalla Regione sarebbero troppo poco severi: fissare l'obiettivo di puntualità all'83%, sostengono i dem, significa premiare un servizio che i pendolari giudicano ancora troppo spesso in ritardo. Da qui l'accusa alla Giunta Fontana di scaricare sui viaggiatori l'intero costo dell'inflazione del settore, nonostante Trenord continui a chiudere i bilanci in utile.

Dal primo settembre scatteranno così i nuovi prezzi. Il giornaliero "Io Viaggio Ovunque in Lombardia" salirà da 17,50 a 18 euro, il settimanale da 46,50 a 47,50 euro, il mensile da 116 a 118 euro e l'annuale da 1.117 a 1.137 euro. Rimane invece congelata fino al 1° settembre 2027 la nuova tariffa del Malpensa Express, con l'introduzione rinviata della tariffa specifica per l'aeroporto e di quella locale per le fermate intermedie.