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28/10/2026 17:01
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Profanazioni di tombe, vandalismi, furti di arredi sacri e rame: una lunga scia di episodi ha toccato cimiteri e cappelle di Pavia e provincia negli ultimi mesi. Il primo caso, probabilmente il più eclatante, ha riguardato il cimitero Maggiore del capoluogo, a fine agosto, quando ignoti si sono introdotti nella cappella rubando la pisside contente ostie consacrate.

Il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti aveva immediatamente ricollegato il furto a gruppi dediti al satanismo che utilizzano le particole per i loro riti. Ma a Pavia, così come in numerosi cimiteri della provincia, si sono ripetuti negli ultimi mesi anche furti di rame.

Coperture e pluviali: una raffica di episodi per cui risulta quasi impossibile tenere una contabilità dei colpi messi a segno. A fine settembre le profanazione di tombe ha raggiunto la vicina Tortona mentre, per tornare in provincia di Pavia, emblematici sono gli episodi che hanno riguardato la zona del Siccomario nelle ultime settimane.

Tombe distrutte e croci capovolte: è il macabro scenario scoperto dall’amministrazione di Travacò nel cimitero cittadino. Altri furti di rame sono stati scoperti invece nel cimitero della frazione di Mezzano.

Al Santuario del Novello, nell’area golenale vicino al Po, è stata invece forzata la serratura del portone di ingresso. Dalla cappella privata è stato rubato soltanto un leggio in metallo. Infine l’episodio di San Rocco a Voghera, l’ultimo tra quelli emersi, almeno fino ad oggi.