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02/09/2026 10:41
Non solo famiglie e giovani lavoratori, il caro affitti colpisce inevitabilmente anche gli studenti universitari. A Pavia, dove negli ultimi anni c'è stato un aumento delle iscrizioni, affittare una stanza singola costa in media 400 euro al mese, con un incremento di oltre il 10% rispetto allo scorso anno. Un dato che fa riflettere, dato che proprio i costi delle singole sono il parametro chiave per valutare l'andamento del mercato.

Nel capoluogo gli iscritti all'università sono cresciuti del 15% in cinque anni e il 30 % degli studenti viene da fuori provincia: nei mesi scorsi l'ateneo ha alzato il limite di esenzione delle rette fino ai 32 mila euro - consentendo così al 45% degli studenti in corso o fuori corso di un anno di non pagare gli studi - ma in città i costi degli affitti rimangono una nota dolente per molti ragazzi. Secondo l'ultimo rapporto annuale di un portale specializzato, mentre i grandi poli universitari come Milano e Bologna danno i primi segnali di stabilizzazione, la corsa all'insù dei prezzi sembra essersi trasferita su centri di medie dimensioni o su piazze precedentemente più accessibili, come Pavia appunto.

In questo senso un "aiuto" - oltre che dai collegi cittadini, dove ci sono circa 2.500 posti letto complessivi tra quelli universitari pubblici e quelli privati - potrebbe arrivare dagli studentati. In città sono già partiti due nuovi progetti. Uno in via Cardano, dove un gruppo immobiliare specializzato prevede la realizzazione di un centinaio di posti letto, il 30% dei quali dovrebbero venire offerti a canone calmierato grazie a una convenzione con Edisu, l'ente per il diritto allo studio universitario. L'altro invece riguarda lo studentato universitario “diffuso” che Aler Pavia Lodi (l’agenzia lombarda per le case popolari) vuole realizzare in centro storico, tra Lungo Ticino Sforza, via Cardano e via Porta Calcinara.

Un progetto nato su iniziativa di Regione Lombardia, che prevede però la conversione di 46 alloggi per offrire 171 nuovi posti letto per studenti: nonostante Aler abbia affermato che gli alloggi da convertire non sarebbero destinabili all’edilizia popolare, il piano ha ricevuto diverse critiche, sia dalla politica locale che dall'Assemblea per il diritto alla casa. Il piano di partenariato pubblico – privato prevede che gli appartamenti vengano assegnati, attraverso una convenzione, a un operatore economico che gestirà lo studentato per 12 anni: la durata complessiva del programma sarà di 15 anni, comprensivi del periodo necessario alla sistemazione degli alloggi. I lavori dovrebbero terminare entro il 2028.