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06/05/2026 17:14
Il tunnel di via Patroclo, il sottopasso con vista San Siro che tante volte è tornato al centro della polemica come infrastruttura decisiva. Ebbene sì perchè il progetto, legato al nuovo stadio di Milan e Inter, prevede lo spostamento del tunnel costruito per i Mondiali del 1990. Un intervento considerato prioritario dai club, con un costo stimato tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Ora anche Legambiente Lombardia fa sentire la propria voce, bocciando senza mezzi termini il piano: “assurdo, oneroso e vecchio”. Secondo gli ambientalisti, l’idea di ripensare la viabilità partendo dalle auto rischia di aggravare il traffico invece di risolverlo. Il principio, spiegano, è semplice: più strade si costruiscono, più auto arrivano.
E i numeri presentati dai club sembrano confermare questa direzione: quasi un tifoso su due sceglierebbe di raggiungere lo stadio in macchina. Una domanda che il progetto asseconda, anziché provare a cambiarla.
Il punto però è più ampio: l’area di San Siro è già servita dalla metropolitana, ma nel piano mancano alternative forti come nuove linee di trasporto pubblico o infrastrutture per la mobilità sostenibile, come velostazioni o potenziamenti dedicati.
Anche all’interno del Comune emergono dubbi, con il rischio – messo nero su bianco – di una possibile paralisi della viabilità durante i lavori. Così, quello che doveva essere il primo passo verso il nuovo stadio diventa un caso politico e ambientale. Da una parte lo sviluppo e l’attrattività internazionale, dall’altra il modello di città che Milano vuole costruire: più centrato sull’auto o davvero orientato al futuro sostenibile. E il tunnel Patroclo, da opera tecnica, si trasforma in simbolo di questa scelta.