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09/09/2026 17:41
“La magistratura può essere criticata, ma la sua autonomia va rispettata”. A dirlo è Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, che torna sulle recenti critiche della premier Giorgia Meloni alla magistratura.
Una presa di posizione netta, arrivata però in un contesto che porta subito il discorso su un altro terreno: quello della criminalità organizzata e del mercato internazionale della droga.
Roia interviene infatti all’Università Statale, dove per tre giorni si incontrano magistrati, studiosi e operatori per capire come è cambiato il mercato degli stupefacenti.
E qui il tema non è soltanto quanta droga circola, ma soprattutto quale droga.
Le nuove sostanze sintetiche, spiega Roia, arrivano soprattutto lungo le rotte dell’Asia orientale e sudorientale e rappresentano una delle sfide più difficili anche per chi deve contrastarle.
Perché il mercato della droga è ormai un’economia globale: coinvolge organizzazioni criminali diverse, dai cartelli latinoamericani alle reti balcaniche e dell’Africa occidentale, fino ai gruppi asiatici specializzati proprio nelle sostanze sintetiche.
E Milano, per la sua ricchezza e per la sua posizione, è uno dei territori più attrattivi.

Lo racconta anche il processo Hydra, in corso a Milano, che secondo quanto ricostruito dalla magistratura ha fatto emergere un sistema di collaborazione tra diverse organizzazioni mafiose.
Un tema che, nelle parole di Nando Dalla Chiesa, è anche una sfida per chi studia la criminalità.

Perché per anni mafia e droga sono state raccontate come fenomeni vicini, ma non necessariamente studiati insieme. Una sfida che non riguarda più soltanto polizia e tribunali, ma anche salute, prevenzione e informazione.